6 libri per bambini che ci hanno fatto emozionare

6 libri per bambini che ci hanno fatto emozionare
La prima volta che sono nata

La prima volta che sono nata

Vincent Cuvellier, illustrazioni di Charles Dutertre – Sinnos

Alcuni albi ti lasciano un groppo in gola fin dalla prima pagina. Sarà che sono diventata mamma da poco, sarà che sono nel pieno del periodo in cui ogni giorno è una prima – entusiasmante! – volta, ma questo albo della collana “I tradotti” della Sinnos me lo tengo vicino al comodino per rileggerlo di tanto in tanto, scorrere insieme alle pagine le prime volte già vissute e immaginare quelle che arriveranno.

La prima volta che ho aperto gli occhi, li ho subito richiusi. Ho pianto. Poi delle mani mi hanno sollevata al cielo e mi hanno posata fra due montagne di latte. Ho smesso di piangere e ho aperto gli occhi per la seconda volta nella mia vita. Ho visto la luce più dolce del mondo: erano gli occhi di mia madre

La prima volta che sono nata

La prima volta che ho preso l’autobus, ho timbrato il biglietto tre volte. Per sicurezza. Poi sono salita in braccio a papà e l’ho baciato tre volte. Per sicurezza.

La prima volta che sono nata

La prima volta che ho invitato degli amici a cena, ho preparato la pasta con le polpette. Ma c’era troppa pasta e troppe poche polpette. E avevo invitato troppe ragazze e troppi pochi ragazzi. Eppure mi piacciono, le polpette e i ragazzi.

La prima volta che sono nata

Le illustrazioni di Charles Dutertre, dal tratto netto, spesso e dai colori pieni, accompagnano con dolcezza e ironia, senza mai essere stucchevoli, ogni prima volta della protagonista Nina, una bimba che è impossibile non trovare simpatica, a partire dal piccolo neo sotto l’occhio destro.

Nelle pagine scopriamo la sua storia, dalla nascita al primo bagnetto, dai primi passi ai primi litigi, dalle prime amicizie ai primi amori, dalle prime paure alle prime tristezze, per finire con la prima volta che si dà la vita, che è come nascere una seconda volta.

A chi lo consigliamo? A tutti! Bimbi e grandi, mamme e papà, nonni e figli…tutti si potranno riconoscere in una o più prime volte.

La prima volta che sono nata

Gigi Baruffa

Marco Lodoli, illustrazioni di Valerio Vidali – la Nuova Frontiera Junior

Altri albi invece all’inizio ti divertono, ti sembrano uno scherzo e un gioco (e lo sono), anche un po’ strano. Poi però, pagina dopo pagina, rima dopo rima, ti danno un pugno allo stomaco e ti attorcigliano le budella, fino all’ultima pagina in cui ti accorgi che stai sorridendo di nuovo, ma di un sorriso emozionato e stupefatto per una tale rara bellezza.

Anche qui la storia inizia con una nascita, ma fin da subito si capisce il “caratteraccio” del nuovo arrivato.

Questa è la storia di Gigi Baruffa / Nato a Roma in un giorno d’aprile / Vita nuova che batte, che stantuffa / Nel cofano del tempo a venire.

Un vero tornado questo bimbo, che distrugge tutto e si accapiglia con chiunque, fa impazzire le maestre e disperare la mamma. Solo il papà, figura poetica e dolcissima, calma e rassicurante, guarda il suo bimbo con la tenerezza di chi “desidera ciò che ha, non pretende”, di chi “sa che ogni vita ha un senso e una ragione”. E il motivo ti tanta rabbia lo scopriamo a metà albo, Gigi Baruffa che

Amici non ne ha e non ne vuole / E’ concentrato sulla sua battaglia / Non spreca affetti né troppe parole / Sa che sui genitori c’è una taglia / Che hanno i giorni contati e si prepara / Allo scontro: l’ha letto quando ancora / Vagava tra le anime che in aria / Aspettano ma già hanno una storia / In terra che li chiama: padre e madre / Gigi ha sbirciato, quell’uomo alto e buono / Quella donnina senza spalle quadre / Che vive quasi chiedendo perdono / Li ha amati subito, ed ha giurato / Di difenderli dal male e da ogni torto / Sono come papaveri in un prato / E il loro giorno già s’annuncia corto.

Gigi Baruffa

Ed ecco infatti che, sottolineate da efficacissime pagine totalmente nere, fa comparsa la Morte, venuta a prendere i genitori di Gigi prima del tempo. Con lei la figura bianca ed energica del bimbo ingaggia una lotta furiosa e coraggiosa finché la Morte non è costretta a ritirarsi, ridotta ad un piccolo insignificante insetto spiaccicato e lavato via nel lavandino. Inutile dire che quando i genitori torneranno a casa troveranno un vero disatro, ma finalmente Gigi sorride,

Finita è la guerra, sconfitto il mostro / E tutto il resto si può accomodare / Più non gli bolle il sangue nelle vene / Più non sente nel petto spine e braci / Mamma e papà vi voglio tanto bene / E sono sguardi belli, e sono baci

Per i grandi, per imparare, come il papà di Gigi, a vedere ciò che di speciale c’è anche nei bambini più scalmanati, e per i piccoli, per riconoscersi nei propri momenti di rabbia e per prendersi gioco perfino della Morte.

Il Signor G

Il Signor G

Gustavo Roldàn – la Nuova Frontiera Junior

Questo albo ci è piaciuto fin dalla copertina, per la figura buffa e l’ombrello liberty del Signor G, un ometto vestito di rosso che è sempre vissuto in paese arido e silenzioso, un paese come tanti, con abitanti come tanti, tutti a modo, tutti cortesi e rispettosi, come il signor G del resto, considerato da tutti un buon vicino. Finché il nostro ometto non ha iniziato a comportarsi in modo strano: vuole piantare il bulbo di un fiore in pieno deserto, e perché mai, direte voi? Per portare la musica, ovvio. E a dispetto di tutti, che lo credono pazzo, il signor G con costanza e impegno ci riesce davvero.

Le tavole arabescate di Roldàn sono delicate, poetiche e ci hanno entusiasmato per la capacità di rendere la forza rivoluzionaria di questo piccolo buffo visionario che crede nella bellezza e nella possibilità di realizzare i propri sogni. Per tutti, dai 3 anni in su

Il Signor G
Album per i giorni di pioggia

ALBUM PER I GIORNI DI PIOGGIA

Dani Torrent – Edizioni Corsare

A molti non piace quando finiscono le vacanze, ma io dico sempre che l’ultimo giorno d’estate è il mio preferito. A volte non mi credono, ma ho le mie ragioni.

Un albo denso e al tempo stesso leggero, con illustrazioni che sembrano vecchie fotografie dai toni caldi, ricche di particolari, di movimento, in cui si respira quel senso di spensieratezza e di godimento caratteristico degli ultimi giorni d’estate. La vera sorpresa è che questo invito poetico a cogliere l’attimo ce lo fa un bambino, sulla sedia a rotelle, che immortala con la sua macchina fotografica nuova fiammante l’ultimo giorno d’estate della sua famiglia: una carrellata di ritratti che colgono ognuno un momento di leggerezza, prima di tornare al lavoro, a scuola, ai doveri e alle “cose importanti e serie” della vita di ogni giorno. Un albo da leggere dai 5 anni, e sopra i 30 soprattutto, per ricordarsi che i momenti più preziosi sono proprio quegli attimi di serenità che sappiamo cogliere e ritagliarci, condividendoli con chi amiamo.

Album per i giorni di pioggia
Album per i giorni di pioggia
Angelo

ANGELO

David Macaulay – Donzelli editore

Quale amicizia può essere più improbabile di quella tra un anziano restauratore di antichi edifici e una piccola femmina di piccione? Eppure, nonostante il suo carattere schivo e la sua dedizione totale al lavoro, Angelo decide di prendersi cura del piccolo volatile trovato in un nido abbandonato sui tetti di uno dei tanti palazzi che sta restaurando. E’ l’inizio di un’amicizia che dura tutta la vita. Questo albo ci ha colpito per la tenerezza della storia e le belle tavole di Macaulay, storico dell’architettura, piene di dettagli e con un’inusuale prospettiva di Roma dall’alto: con delicatezza riescono a rendere la poesia di questo personaggio e della sua professione, che richiede pazienza, impegno, passione e sensibilità…proprio come coltivare un’amicizia. Consigliato dai 4 anni

Che cos'è un bambino

CHE COS’E’ UN BAMBINO

Beatrice Alemagna – Topipittori

Questa galleria di ritratti di bambini ci ha emozionato perché risponde ad una domanda irrisolvibile con tenerezza e intelligenza, ma senza essere stucchevole o scontata, nei testi e nelle illustrazioni, che sono a tutta pagina, originalissime nella loro “sgraziata” bellezza. Che cos’è un bambino ci ricorda quanto possiamo cambiare crescendo, quanto ci piaceva “annusare l’erba chiudendo gli occhi, correre dietro ai piccioni gridando, ascoltare la voce lontana delle conchiglie, arricciare il naso davanti allo specchio”. Ci ricorda anche che ogni bambino è diverso dall’altro, ma tutti hanno bisogno di sentire che li consideriamo speciali, che ne abbiamo cura, che li guardiamo con “occhi gentili” e che accendiamo loro “una lucina vicino al letto”. Per i piccolini (dai 5 anni), ma per i grandi soprattutto, specialmente quei grandi che hanno dimenticato il loro cane giallo.

Che cos'è un bambino
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